Madri a 50 anni, una realtà sempre più frequente

Madri a 50 anni, una realtà sempre più frequente

28/09/2016

Madri a 50 anni, una realtà sempre più frequente

La maternità tardiva è una realtà sempre più diffusa. Il numero di donne divenute madri a 45 anni è aumentato del 171% nell'arco di un decennio. Sebbene non sia stabilito per legge, le cliniche private che si occupano di riproduzione assistita pongono l'età limite per accedere a un trattamento attorno ai 50 anni. La definizione stessa di "tardiva" ha subito un cambiamento, e se fino a poco tempo fa si riferiva all'incirca ai 40 anni, oggi questo limite è stato spostato fino ai 45.

Si tratta di un argomento, in ogni caso, oggetto di diversi dibattiti e opinioni. I cicli della vita si sono allungati enormemente: in passato la gioventù terminava molto rapidamente e si avevano più figli, mentre oggi si diviene genitori in maniera molto responsabile, i figli ricevono maggior cura, e tutto questo non può essere realizzato velocemente o senza risorse economiche. Inoltre, i 60 non sono più gli anni della vecchiaia, le fasce di età si sono ampliate e la maternità riflette questa realtà.

La maggioranza delle donne che hanno avuto figli a 45 anni o più, confessa che avrebbe desiderato averli prima, ma che per motivi di ordine lavorativo, personale, o per problemi legati alla fertilità ha rimandato la maternità oppure semplicemente non ha avuto altra possibilità di scelta. Ad ogni modo, si tratta di donne consapevoli del proprio valore, che si mostrano molto soddisfatte dell'esperienza e anche se hanno considerato lo stacco generazionale, si sentono in grado di esercitare la maternità e ne godono come di un regalo.

Sebbene vi siano sempre state donne che hanno avuto figli in età avanzata in maniera naturale, gli esperti ricordano che a partire dai 35 anni la fecondità della donna si riduce, così come la qualità del seme maschile, e che dai 46 anni in poi è difficile conseguire la gravidanza con i propri ovuli, a meno che non si sia provveduto a congelarli a un'età più giovane.

"Non credo che esistano molti medici che guardino con favore a un ulteriore spostamento in avanti dell'età limite per la maternità" segnala il Dott. Alberto Rodríguez Melcón, Responsabile della Sezione di Ostetricia clinica di Salute della Donna Dexeus. "Noi poniamo il limite a 50 anni, vincolandolo al ciclo riproduttivo della donna, e in alcuni casi è accaduto, però è necessario considerare che il passaggio tra le diverse età è un processo di continuità". E che a partire dai 45 anni i rischi per la madre si moltiplicano (preeclampsia, diabete gestazionale, emorragie durante la gravidanza, ritardo dello sviluppo fetale, ecc.). Tuttavia, "quando si ricorre alle tecniche di riproduzione assistita e si effettua una fecondazione con un ovulo da donatrice (quindi un ovulo giovane), i rischi per l'embrione vengono eliminati, sebbene non quelli per il feto", conclude.

 

Torna a Ultime notizie

Condividi

Go to top