Spermatozoi made in Cina | La Vanguardia

Spermatozoi made in Cina | La Vanguardia

29/02/16

Spermatozoi made in Cina | La Vanguardia

In una ricerca che può aprire la strada al trattamento dell’infertilità maschile, e che è un esempio ulteriore di come la Cina stia conquistando un ruolo di preminenza in ambito scientifico, i biologi del gigante asiatico sono riusciti a creare per la prima volta cellule spermatiche in laboratorio.

Lavorando con cellule di ratto, gli studiosi hanno dimostrato che lo sperma creato in vitro è funzionale. Con lo sperma hanno fertilizzato degli ovuli e, dopo l’impianto degli embrioni ottenuti in ratti femmine, sono nati cuccioli sani e fertili. “Queste scoperte offrono una piattaforma per studiare (...) la generazione di spermatidi umani in vitro”, concludono gli autori del lavoro sulla rivista Cell Stem Cell, su cui ieri hanno presentato i propri risultati..

"È un passo avanti molto importante, una pietra miliare”, sottolinea Anna Veiga, specialista in biologia della riproduzione del Centro di Medicina Rigenerativa di Barcellona e dell’ Ospedale Universitario Dexeus. "Si tratta di un processo molto complesso".

La grande difficoltà risiede nel fatto che gli spermatozoi e gli ovuli umani hanno solo 23 cromosomi, mentre le cellule da cui sono ottenuti ne hanno 46. In questo modo, quando uno spermatozoo si unisce a un ovulo, si ottiene un embrione che all’interno delle proprie cellule presenta nuovamente 46 cromosomi. Nel caso dei ratti utilizzati nella ricerca, il processo è il medesimo, sebbene i loro ovuli e spermatozoi abbiamo 20 cromosomi e il resto delle cellule ne abbia 40.

Il corpo umano e quello dei ratti riducono il numero dei cromosomi della metà attraverso un complesso processo chiamato meiosi. Ciò che ha ottenuto il gruppo guidato da Qi Zhou (dell’Accademia delle Scienze di Pechino) e da Jiahao Sha (della Facoltà di Medicina di Nanchino) è la replicazione di tutte le fasi della meiosi in vitro.

In questo caso, gli esperimenti sono stati condotti a partire da cellule madri embrionali di ratto. "Se la nostra piattaforma si dimostrerà sicura ed efficace in soggetti umani, si potrebbero generare spermatozoi completamente funzionali per l'inseminazione artificiale o per la fecondazione in vitro", dichiara Jiahao Sha nel suo comunicato. "Ci auguriamo che la nostra strategia possa migliorare le percentuali di successo dei trattamenti contro l’infertilità maschile".

A priori la tecnica permette anche di creare cellule spermatiche a partire da cellule femmina, per cui potrebbe consentire a coppie lesbiche di avere figli con il corredo genetico di entrambe le madri.

Tuttavia "manca ancora molto perché questa ricerca possa essere applicata alle persone", avverte Anna Veiga. "Per il momento i risultati ottenuti riguardano i ratti, e si tratta comunque di un successo, ma si pongono ostacoli di tipo tecnico ed etico alla possibilità di offrire questa procedura come trattamento di riproduzione assistita".

 

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