Uno studio propone di migliorare la tracciabilità dei terreni di coltura utilizzati nella riproduzione assistita

Uno studio propone di migliorare la tracciabilità dei terreni di coltura utilizzati nella riproduzione assistita

È stato dimostrato che lo stato nutrizionale della madre al momento dell'impianto e nelle prime fasi della gravidanza potrebbe avere effetti sulla salute futura della prole. Per questo motivo non si esclude che i diversi terreni di coltura degli embrioni e dei gameti che attualmente sono utilizzati nei laboratori, possano avere effetti differenti sullo sviluppo embrionale e sull'epigenoma.

Oggi, i terreni di coltura in commercio presentano una composizione molto variabile, che oscilla tra 8 e 80 componenti differenti. Accade inoltre che ciascun centro utilizzi diversi terreni o li combini l'uno con l'altro rendendo più difficile reperire le informazioni o effettuare una stima dei loro effetti sullo sviluppo embrionale. I test di controllo della qualità che sono stati effettuati su modelli animali stabiliscono unicamente se il terreno è efficace e presenta tutti i requisiti necessari per ottenere lo sviluppo dell'embrione, ma non contemplano le variabili in caso di modifiche alla composizione. Conseguentemente, risulta difficile stabilire quali siano gli effetti a lungo termine del terreno sulla salute del futuro neonato o adulto.

Nonostante ciò, è stato osservato che, rispetto ai bambini concepiti in modo naturale, i bambini che nascono grazie a tecniche di riproduzione assistita sono esposti a un maggior rischio di problemi perinatali, come parto prematuro, basso peso alla nascita, e possibili anomalie congenite. Poiché si tratta di un processo enormemente complesso e che dipende da un'infinità di variabili sia a livello clinico, sia delle procedure di laboratorio, è molto difficile stabilire quali siano i fattori più rilevanti nell'origine di possibili problemi per la prole. Pertanto, è imprescindibile poter disporre di tutte le informazioni su ciascuno di essi per condurre gli studi necessari per stabilire le possibili correlazioni. La composizione qualitativa e quantitativa del terreno di coltura utilizzato per la coltura di gameti ed embrioni è quindi della massima rilevanza.

Secondo la normativa dell'Unione Europea, i produttori devono notificare la composizione dei terreni di coltura da loro commercializzati ed effettuare un follow-up clinico di valutazione dei risultati, sebbene attualmente sia complesso capire come funzioni questo sistema. Di conseguenza, gli autori dello studio concludono che i centri di riproduzione assistita dovrebbero predisporre un registro delle informazioni cliniche correlate ai terreni di coltura utilizzati, per rendere possibile la realizzazione di studi di follow-up sulla prole nata attraverso di essi, e che questi dati siano pubblicati tramite registri nazionali. Allo stesso modo raccomandano che le aziende che fabbricano i terreni di coltura informino dei cambiamenti apportati agli stessi e alla loro composizione, e che stabiliscano sistemi che consentano di monitorare la validazione e la ri-valutazione dell'uso di alcuni o altri.

Time to take human embryo culture seriously.
Sunde A, Brison D, Dumoulin J, Harper J, Lundin K, Magli MC, Van den Abbeel E, Veiga A.
Hum Reprod. 2016 Oct;31(10):2174-82. doi: 10.1093/humrep/dew157.
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