Un gruppo di esperti indica la necessità di aggiornare i criteri diagnostici e migliorare il monitoraggio della SOP

Un gruppo di esperti indica la necessità di aggiornare i criteri diagnostici e migliorare il monitoraggio della SOP

Un'équipe di specialisti di diverse strutture ospedaliere che compongono il Gruppo di Endocrinologia della Riproduzione della Società Spagnola per la Fertilità, ha realizzato un'ampia revisione della letteratura scientifica disponibile sugli effetti che la sindrome dell'ovaio policistico (SOP) può avere sulla salute dall'inizio della vita fino alla vecchiaia, secondo la letteratura scientifica pubblicata. Generalmente, le manifestazioni cliniche di questa sindrome compaiono nel corso dell'adolescenza, anche se si ritiene che probabilmente tutto abbia origine già nella fase uterina, durante lo sviluppo fetale.

Gli autori, tra cui la Dott.ssa Francisca Martínez di Dexeus Mujer, segnalano che i criteri alla base della diagnosi sono raggruppati in classificazioni differenti e che sono stati descritti fino a 16 diversi fenotipi con manifestazioni cliniche differenziate a livello metabolico e riproduttivo. Tuttavia, alcuni di questi criteri di classificazione, come quelli elencati nel Rotterdam Consensus (ESHRE/ASRM), hanno più di 10 anni, non sono unanimemente condivisi a livello mondiale, e richiedono pertanto un aggiornamento. D'altro canto, gli autori sottolineano che i criteri per definire l'ovulazione infrequente risultano insufficienti, e che dovrebbe essere formulata una nuova definizione biologica del concetto di iperandrogenismo (eccesso di manifestazioni di ormone maschile). Inoltre, la caratterizzazione della morfologia dell'ovaio policistico è ormai obsoleta a fronte delle nuove apparecchiature ecografiche disponibili, e recentemente sono emersi anche nuovi marcatori della SOP, come la concentrazione dell'ormone antimulleriano nel sangue.

Lo studio indica anche che la prevalenza della SOP nelle donne in età fertile varia in funzione dell'area geografica oscillando tra l'1 e il 9%, un aspetto che potrebbe essere correlato a fattori genetici e ambientali. Analogamente, si ritiene che determinati fattori ambientali in alcuni momenti critici dello sviluppo fetale, come una dieta materna restrittiva o un'insufficienza placentare, potrebbero incrementare la produzione di glucocorticoidi e favorire la predisposizione allo sviluppo della sindrome.

Sebbene le manifestazioni cliniche di questa sindrome e i disturbi che provoca siano differenti a seconda della fase della vita, gli autori evidenziano che i problemi mestruali e di fertilità generalmente sono causa di complicanze metaboliche in età avanzata, poiché l'insulino-resistenza che caratterizza la SOP accresce il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e obesità, favorendo con ciò la comparsa di malattie cardiovascolari. Allo stesso modo, aumenta il rischio di sviluppare un tumore dell'endometrio.

In base a questo quadro, una volta confermata la diagnosi è fondamentale sottoporre le pazienti a un monitoraggio regolare che preveda anche il controllo di pressione arteriosa, indice di massa corporea, e profilo lipidico, nonché un test di tolleranza al glucosio e la trasmissione di informazioni sui rischi associati alla patologia.

Dopo l'ampia revisione si conclude che, per tutti i motivi descritti, è fondamentale effettuare una diagnosi precisa, specialmente agli estremi dell'età riproduttiva, che tenga conto dell'esistenza di più fenotipi poiché ciascun caso può richiedere un trattamento diverso ed evolvere in modo differente.

In generale, l'adozione di abitudini di vita salutari è il primo passo raccomandato nell'approccio al trattamento di questa sindrome, soprattutto nei casi in cui la SOP si accompagni a un peso eccessivo. La terapia farmacologica può contribuire a tenere sotto controllo le manifestazioni cliniche che caratterizzato questo processo in ogni fase (irsutismo nell'adolescenza, problemi di fertilità nell'età adulta e problemi metabolici e maggior rischio di alcuni tipi di cancro in età adulta). Tuttavia, gli autori rilevano che probabilmente i progressi nello studio della sindrome prospettano la necessità un'analisi dei differenti fenotipi come entità completamente differenziate. I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Assisted Reproduction and Genetics.

Polycystic ovary syndrome throughout a woman's life
Bellver J, Rodríguez-Tabernero L, Robles A, Muñoz E, Martínez F, Landeras J, García-Velasco J, Fontes J, Álvarez M, Álvarez C, Acevedo B; Group of interest in Reproductive Endocrinology (GIER) of the Spanish Fertility Society (SEF).
J Assist Reprod Genet. 2017 Sep 27. doi: 10.1007/s10815-017-1047-7

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