Un IMC ≤ 28 kg/m2 nelle donatrici di ovuli non influisce sul successo dei trattamenti di riproduzione

Un IMC ≤ 28 kg/m2 nelle donatrici di ovuli non influisce sul successo dei trattamenti di riproduzione

Un'équipe di ricercatori, guidata dal Servizio di Medicina della Riproduzione di Dexeus Mujer, ha condotto un ampio studio sulla riproduzione su un totale di 2.722 cicli consecutivi di riproduzione assistita, realizzati tra gennaio 2007 e dicembre 2014; l'obiettivo era stabilire se un indice di massa corporea (IMC) più elevato nelle donatrici di ovuli potesse influenzare i risultati dei trattamenti di riproduzione assistita e, in modo specifico, le percentuali di gravidanze ed il numero di bambini nati vivi.

In generale, il sovrappeso e l'obesità sono due fattori che si associano a un maggior rischio di aborto e complicanze durante la gravidanza, così come a un minor successo delle tecniche di riproduzione assistita; il motivo non è molto chiaro, anche se sono state formulate alcune ipotesi. Da un lato si ritiene che l'obesità possa avere conseguenze sulla recettività dell'utero, a causa dei suoi effetti negativi a livello del tessuto endometriale, e, da un altro, che questi problemi possano essere correlati a un'alterazione del metabolismo delle ovaie, che influenzerebbe direttamente gli ovociti.

In base a questi dati, i ricercatori hanno analizzato un totale di 2.722 cicli di ovodonazione realizzati presso Dexeus Mujer al fine di valutare se un maggiore o un minore IMC delle donatrici potesse influire sui risultati ottenuti. Pertanto, le donatrici sono state suddivise in quattro categorie: Q1- IMC ≤19,9 kg/m2 (16,20-19,90), Q2- 19,91-21,5 kg/m2, Q3- 21,60-23,50 kg/m2, Q4- ≥23,51 kg/m2. Le donatrici avevano un IMC medio di 21,8 kg/m2, e un'età media di 26,5±4,5 anni.

Il numero totale di donatrici era 2.208, ma quelle che hanno condiviso gli ovociti sono state 514. Dopo i trasferimenti a fresco e differiti sono state ottenute 1.347 gravidanze. Di questo numero totale, 255 non sono arrivate a termine e 928 nascite sono state l'esito di embrioni trasferiti a fresco, mentre 250 sono state l'esito del trasferimento di embrioni crioconservati.

Per quanto riguarda le pazienti sottoposte a questi trattamenti di ovodonazione, avevano in media un IMC di 22,92±3,83 kg/m2 e un'età media di 42,44±4,28 anni. Di queste 316 avevano un IMC tra 25 e 30 kg/m2, e 160 superiore a 30 kg/m2. Al fine di eliminare il possibile effetto dell'IMC delle riceventi sui risultati, questi sono stati aggiustati in relazione a detta variabile.

Al termine dello studio, gli autori hanno concluso che non sono stati osservati effetti negativi, né differenze significative nei risultati dei cicli di ovodonazione in cui la donatrice avesse un IMC pari o inferiore a 28 kg/m2, ammettono tuttavia di ignorare se un IMC superiore a questo valore possa avere un effetto pregiudizievole poiché i criteri di selezione delle candidate a donatrici dei programmi di donazione stabiliscono un limite proprio dell'IMC (presso Dexeus Mujer è di 28 kg/m2) a causa delle evidenze di effetti avversi dell'obesità nelle tecniche di riproduzione assistita. Tuttavia, e per ridurre al minimo tali effetti negativi, gli autori segnalano che è consigliabile continuare a seguire gli attuali criteri nella selezione delle donatrici onde evitare che un IMC elevato possa avere conseguenze negative sui risultati dei trattamenti di ovodonazione. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Reproductive Biomedicine Online.

Reproductive outcomes in recipients are not associated with oocyte donor body mass index up to 28 kg/m2: a cohort study of 2722 cycles
Martínez F, Kava-Braverman A, Clúa E, Rodríguez I, Gaggiotti Marre S, Coroleu B, Barri PN.
Reprod Biomed Online. 2017 Aug 15. pii: S1472-6483(17)30376-0.
doi: 10.1016/j.rbmo.2017.07.019.

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