L'accumulo ovocitario fa salire al 60% la possibilità di conseguire una gravidanza

L'accumulo ovocitario fa salire al 60% la possibilità di conseguire una gravidanza

L'obiettivo dello studio era individuare eventuali differenze nella percentuale di gravidanze in donne che necessitano di una diagnosi genetica preimpianto (DGP) confrontando due sottogruppi, vale a dire le donne che rispondono bene al primo trattamento di stimolazione ovarica, e quelle che devono ripeterlo poiché non producono un numero sufficiente di ovociti per la DGP. Per poter effettuare la DGP è necessario disporre di almeno 10 o più ovociti per paziente.

Pertanto, per un periodo di 4 anni (da Gennaio 2011 a Luglio 2014) sono state seguite in totale 188 donne per le quali era indicata la realizzazione di una DGP e/o fecondazione in vitro (FIV) per cause differenti, ovvero possibilità elevata di sviluppare embrioni con alterazioni genetiche per età avanzata della madre, individuazione di un grave problema di infertilità del partner maschio della coppia, aborti spontanei ripetuti nelle gravidanze precedenti e/o fallimenti precedenti dell'impianto di embrioni.

Le pazienti sono state suddivise in 2 gruppi, un primo gruppo di 76 soggetti che sono stati sottoposti a un unico ciclo di stimolazione ovarica a seguito di una buona risposta al trattamento, e un secondo gruppo di 112 donne che presentavano una risposta ovarica insufficiente e che sono state sottoposte a due o tre cicli successivi di stimolazione per un periodo compreso tra 6 e 8 mesi. Nella fecondazione in vitro si considera insufficiente l'ottenimento di meno di 4 ovociti per ciclo, e, ai fini della DGP e della FIV, di meno di 10 ovociti.

I risultati hanno evidenziato che dopo la realizzazione di due o tre cicli successivi di stimolazione ovarica, le pazienti che presentavano una risposta bassa al trattamento ormonale hanno ottenuto risultati equiparabili a quelli delle pazienti con una risposta buona al primo trattamento, poiché non sono state rilevate differenze significative tra i sottogruppi di donne che hanno effettuato 1, 2 o 3 cicli di stimolazione ovarica, né nelle percentuali di trasferimento degli embrioni, che sono state rispettivamente del 59,6%, 56,8% e 60%, né nelle percentuali di gravidanza per paziente, che sono state rispettivamente del 36,8%, 34,9%% e 31%.

Questo risultato dimostra che l'accumulo ovocitario rappresenta una buona strategia per far sì che le donne che devono sottoporsi a DGP e FIV e che presentano una bassa risposta al trattamento di stimolazione ovarica possano conseguire percentuali di successo simili al resto dei soggetti. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Gynecological Endocrinology.

Usefulness of oocyte accumulation in low ovarian response for PGS.
Martínez F, Barbed C, Parriego M, Solé M, Rodríguez I, Coroleu B.
Gynecol Endocrinol. 2016 Feb 12:1-4, DOI:10.3109/09513590.2016.1141881
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